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martedì 20 dicembre 2011

20 DOMANDE E 20 RISPOSTE SULLA MANOVRA, PER CHIARIRSI LE IDEE


1.La manovra era così urgente e indispensabile?
Su questo non può esserci alcun dubbio. La situazione del Paese era, ed è, estremamente grave. In gioco c’è la salvezza stessa dell’Italia, c’è il benessere complessivo conquistato grazie al lavoro e al talento di generazioni di italiani. La manovra messa a punto dal Governo Monti ha assunto subito, dunque, un carattere di estrema urgenza. Anche per rimediare alla debolezza delle recenti manovre estive. Di qui la sua pesantezza. Di qui i sacrifici richiesti agli italiani. Molti degli interventi contenuti in questa manovra sono dolorosi. I principi che il Governo ha dichiarato di aver seguito sono quelli del rigore, dell’equità e della crescita. È inevitabile che soprattutto il primo, il rigore, sia quello che oggi balza agli occhi. Per la crescita i risultati non possono venire nell’immediato: alcune basi sono state gettate, altre dovranno essere poste nei prossimi mesi. Di certo, in questo senso, il Partito democratico non farà mancare il suo contributo. Lo stesso contributo che è venuto nei giorni della discussione della manovra per rendere più forte e visibile il terzo principio, quello senza il quale per noi non può esserci né rigore né crescita: l’equità. Elementi di equità, nel testo iniziale del Governo, erano presenti. Abbiamo lavorato, in Parlamento, per moltiplicarli, per rafforzarli, per far sì che i sacrifici che il Governo chiede siano distribuiti davvero a tutti i gruppi sociali e a tutte le componenti del Paese.
2.È una manovra episodica come quelle precedenti o è strutturale?
È sicuramente una manovra che si presenta come seria, profonda e strutturale. E d’altra parte il suo essere percepita come dura e dolorosa deriva proprio da questo. Basti pensare che dal punto di vista fiscale vengono introdotti nuovi tributi, ampliate le basi imponibili e aumentate le aliquote di imposte già esistenti, senza percorrere le solite vie alle quali ci avevano abituati i governi della destra, a cominciare dai condoni.
3. Per le pensioni cosa cambia?
Il primo e più evidente cambiamento è quello dell’estensione a tutti, a partire dal 1° gennaio 2012, del sistema contributivo, introdotto nel 1995 dalla riforma Dini per i lavoratori che al 31 dicembre di quell’anno avevano meno di 18 anni di contributi. La pensione degli assunti dal 1996 in poi sarà calcolata tutta con il contributivo, quella degli altri pro rata (per gli anni fino al 1995 con il retributivo). Altro cambiamento è l’accelerazione verso la progressiva equiparazione del trattamento pensionistico di uomini e donne del settore privato: il limite per il pensionamento di vecchiaia, fissato per il 2012 a 66 anni per gli uomini e a 62 per le donne, diventerà nel 2018 uguale per tutti e pari a 66 anni. Le pensioni di anzianità vengono poi portate, rispetto ai 40 anni uguali per tutti, a 42 anni e un mese di contributi per i lavoratori e a 41 anni e un mese per le lavoratrici. Per di più, per chi sceglie di uscire prima della soglia dei 62 anni sono previste penalizzazioni. Una positiva novità riguarda la possibilità di totalizzare tutti i periodi contributivi maturati dal lavoratore nel corso della propria vita. Infine, per ridurre le spese correnti nei prossimi due anni, il Governo ha deciso il provvedimento forse più doloroso: il blocco dell’adeguamento all’inflazione dei trattamenti previdenziali superiori al doppio del trattamento minimo. Questo, almeno, nelle intenzioni iniziali.
4. Perché “nelle intenzioni iniziali”? Dopo la presentazione della manovra da parte del Governo ci sono state delle modifiche?
Sì, ci sono state modifiche. Non solo in questo campo, ma forse questo è stato il cambiamento, possiamo dire il miglioramento, più rilevante apportato alla manovra. Anche e soprattutto grazie all’impegno del Partito democratico. E così il pieno adeguamento all’inflazione è stato mantenuto, alla fine, per le pensioni pari non al doppio ma al triplo del trattamento minimo. Vale a dire che manterranno l’adeguamento tutti coloro che prendono fino a circa 1.400 euro lordi di pensione al mese, e cioè la gran parte dei pensionati (dieci milioni quasi). Inoltre, nel pieno rispetto della nuova normativa, sono state introdotte modifiche e integrazioni che hanno aumentato equità e gradualità della stessa. Solo per fare tre esempi: è stata attenuata la penalizzazione delle uscite “precoci”, prima cioè del compimento dei 62 anni; è prevista, per quanto riguarda i beneficiari dei criteri attualmente in vigore, la possibilità di una deroga per diverse decine di migliaia di lavoratori in mobilità o in disoccupazione; è prevista, per i lavoratori dipendenti del settore privato, una attenuazione dello “scalone”, consistente nell’accesso al pensionamento con età non inferiore a 64 anni qualora questi stessi lavoratori siano in possesso di specifici requisiti (un’anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 per gli uomini, di almeno 20 anni entro la stessa data per le donne che abbiano compiuto 60 anni).
5. Quali sono, invece, le misure contro l’evasione fiscale?
Una novità è rappresentata dall’obbligo di comunicazione all’anagrafe tributaria, da parte degli operatori finanziari, di tutti i movimenti sui conti correnti e sui conti titoli: è la fine di quel segreto bancario dietro il quale si può a volte nascondere l’evasione fiscale. Trasmettere atti o documenti falsi, così come dati o notizie non corrispondenti al vero, diventa poi un reato penale. E c’è anche, argomento di cui si è discusso molto, l’obbligo di effettuare pagamenti elettronici nel caso in cui la somma superi i 1.000 euro. Per quanto ci riguarda avremmo preferito fosse fissata una soglia anche inferiore, ad ogni modo tracciabilità e trasparenza sono principi decisivi se si vuole contrastare e sconfiggere l’evasione fiscale, ed essere scesi dalla precedente soglia di 2.500 euro è comunque un passo che va nella giusta direzione. Per parte sua, la Pubblica Amministrazione effettuerà i suoi pagamenti utilizzando solo strumenti telematici. Sono previste, infine, semplificazioni e agevolazioni per le ditte individuali, i professionisti e le microimprese che scelgono la via del collegamento telematico e, appunto, della tracciabilità.
6. C’è o no la tassazione sui patrimoni di cui tanto si è parlato?
Di fatto sì. Non c’è una imposta patrimoniale personale, come ad esempio quella sulle “grandi ricchezze” che esiste in Francia e che comunque fornisce un gettito di poco più di un miliardo di euro (oltre ad essere facilmente eludibile diversificando l’intestazione dei patrimoni, ad esempio fra i familiari oppure tramite società di comodo). Ci sono però misure che rendono concreto il principio “chi ha di più paghi di più”, perché complessivamente colpiscono ricchezze e patrimoni più alti. Va in questa direzione un’imposta sui beni di lusso (imbarcazioni, aerei, auto di grossa cilindrata) che seppur attenuata rispetto a quanto contenuto nel testo iniziale afferma un principio importante, e cioè il fatto di cominciare a colpire non solo i “soliti noti” ma i “nuovi noti”. C’è poi l’estensione dell’imposta di bollo a titoli ed altri strumenti e prodotti finanziari, con l’eccezione di fondi pensione e fondi sanitari (dal 2013 proporzionale, con una aliquota dello 0,15%). Nella stessa direzione, a ben vedere, va anche la scelta effettuata per le cosiddette “pensioni d’oro”: grazie al lavoro di miglioramento della manovra svolto alla Camera il contributo di solidarietà per chi supera la quota di 200 mila euro annui sale dal 10% al 15% (sulla parte eccedente la quota fissata). Infine, c’è il nuovo e strutturale intervento nei confronti di chi si è avvalso dello scudo fiscale voluto dal governo Berlusconi per far rientrare in Italia i propri capitali all’estero.

mercoledì 26 ottobre 2011

QUESTIONARIO SULLA MOBILITA' A MILANO

A questo link il questionario sulla mobilità proposta dal Pd di Milano a tutti gli iscritti, i simpatizzanti, i cittadini.
Facciamo girare il più possibili per favorire e indirizzare le scelte della Giunta.

https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?hl=it&formkey=dFBfNjA3UTJZTG9PQ0hyR0taR1VPcmc6MQ#gid=0


martedì 21 giugno 2011

PD IN FESTA

Mercoledì 22 giugno dalle 19 all’Umanitaria , in via San Barnaba 38 a MilanoMercoledì 22 giugno, dalle 19 all’Umanitaria, ci troveremo tutti insieme, iscritti, volontari, simpatizzanti del Pd, per festeggiare il grande risultato elettorale del centrosinistra e del Pd a Milano.
Festeggeremo insieme a Maurizio Martina – segretario del Partito Democratico della Lombardia, Roberto Cornelli – segretario Metropolitano, Francesco Laforgia – coordinatore Circoli Milanesi, ai componenti dell’esecutivo provinciale, ai tanti eletti del Pd nelle istituzioni e ai tanti volontari dei circoli.

sabato 26 febbraio 2011

BERLUSCONI DIMETTITI

Sono gli ultimi giorni in cui potete firmare per mandare a casa Berlusconi.
Ricordiamo a tutti che è possibile firmare online, all'indirizzo:

sabato 12 febbraio 2011

WORKING PROGRESS (LAVORIAMO PER VOI)

Nel corso della riunione di Zona che si è tenuta lo scorso 9 febbraio, abbiamo cercato di identificare alcune priorità su cui intendiamo puntare per la campagna elettorale milanese e, soprattutto, per andare a migliorare la vivibilità della città e della nostra zona.
Questi i punti che maggiormente ci interessano:

Abitare
In Zona 9 è stato svolto un importante lavoro dalle cooperative e siamo consapevoli del fatto che occorrono politiche in grado di incentivare queste ad edificare.
Al tema dell’abitare, poi, si legano molto spesso anche i temi sociali (giovani, anziani, immigrazione, sicurezza), un esempio che merita grande attenzione all’interno della Zona 9 è costituito dalla realtà delle case popolari, troppo spesso balzate alle cronache dei giornali per le vicende del racket. Il Pd in questi anni, attraverso l’esperienza maturata in Consiglio di Zona, ha condotto numerose iniziative per contrastare il degrado negli alloggi ALER e dare supporto agli inquilini vittime del racket.

Sicurezza
La destra che governa Milano ha fatto molti annunci in tema di sicurezza, ma la realtà è che le forze dell’ordine, oggi, non riescono a svolgere il loro dovere perché devono supplire ad altre carenze e la città è più insicura.

Mobilità e trasporti
In questi anni, il Pd in Consiglio di Zona si è impegnato per ottenere delle modifiche ai tragitti del trasporto pubblico e anche nella frequenza delle linee ATM per garantire il servizio in tutti i quartieri. Inoltre, è stata fatta modificare la viabilità di accesso all’Ospedale di Niguarda, al fine di agevolare l’arrivo al Pronto Soccorso. Molti interventi sono ancora da fare per decongestionare la città e necessitano una collaborazione con i comuni limitrofi e in questo occorre che la nuova giunta si impegni ben di più di come non ha fatto quella di Letizia Moratti.

Emergenza Seveso
Il Pd in Zona 9 si è sempre mobilitato per trovare rimedio alle troppe esondazioni del Seveso, denunciando le inefficienze del Comune, richiedendo interventi e supportando le iniziative dei comitati dei cittadini ma la battaglia è ancora in corso.

Ambiente
Il Pd si è impegnato a lungo a difesa del Parco Nord, ottenendo anche importanti risultati come lo stop al progetto dell’eliporto. Per il futuro, sarebbe importante sviluppare una politica energetica basata sulle fonti rinnovabili (ad esempio dotando tutti gli edifici pubblici di pannelli fotovoltaici) per dare esempi concreti che senza il nucleare è possibile.

Cultura
Il governo di Letizia Moratti, a poco a poco, ha prosciugato le risorse economiche destinate alle zone e, in questo modo, sono state fatte morire molte realtà culturali importanti che si era cercato di tenere vive anche nelle periferie. In Zona 9, il Pd grazie al lavoro portato avanti in Consiglio di Zona, ha realizzato un Ecomuseo urbano e altre iniziative per avvicinare i cittadini al teatro.

Welfare
La popolazione milanese è sempre più anziana (oltre 400.000 persone sono sopra i 60 anni di età) e questo deve far riflettere sui temi della solitudine, della paura, ma anche dell’assistenza, delle politiche del welfare.
In Zona 9 ci sono realtà associative e di volontariato molto importanti con le quali il Pd ha da tempo avviato una proficua collaborazione. Uno dei tanti risultati positivi ottenuti è stato quello di far aprire uno sportello dedicato ai malati di Alzheimer all’interno dell’Ospedale di Niguarda.

Giovani
Milano deve saper guardare ai giovani e per questo sono necessarie politiche abitative adeguate, ma anche innovazioni (come la rete wi-fi libera), luoghi di incontro, centri sportivi (di cui la città era ricca ma che appaiono sempre più abbandonati per la carenza di risorse che l’amministrazione centrale vi ha riservato). In Zona 9 sono stati anche indetti diversi tornei sportivi e anche concorsi per giovani band musicali.

Scuole e Formazione
Le scuole pubbliche sono un bene prezioso e vanno salvaguardate. Il Comune si è totalmente disinteressato della sicurezza degli edifici scolastici, ma da qui parte la formazione dei ragazzi e anche l’integrazione. Il Pd si è impegnato molto accanto ai genitori per segnalare le carenze nelle strutture scolastiche e cercare di trovare soluzioni adeguate e con gli scolari ha da tempo avviato anche l’esperienza del Consiglio di Zona dei ragazzi, utile per permettere loro di confrontarsi con i percorsi necessari per portare a compimento i progetti e per avvicinarli alle istituzioni.
Figure completamente sparite in questi anni di centrodestra sono le assistenti sociali, che invece svolgevano un ruolo importante di raccordo tra scuola e famiglia e sarebbe opportuno ripristinarle.

Lavoro
Le statistiche, oggi, ci dicono che il 49% delle preoccupazioni degli italiani è legata alla disoccupazione e allora occorrono politiche in grado di non fare sentire solo chi perde il posto di lavoro ma anche offrire sussidi a tutti quei giovani che vogliono tentare di avviare un percorso imprenditoriale o artigianale in proprio. Il Pd ha avviato un dialogo con le categorie produttive della Zona, al fine di comprendere meglio le loro esigenze, si è impegnato nella promozione del commercio locale e anche di realtà sostenibili come i GAS (Gruppi di Acquisto Solidali).

Immigrazione e multiculturalità
Il numero delle persone immigrate nella Zona 9 è notevolmente aumentato negli ultimi anni, ma immigrazione non vuol dire necessariamente problema ma più spesso risorsa: gli immigrati, oggi, sono la parte giovane della città, la parte attiva, che lavora, che cerca casa, che frequenta le scuole, che “fa girare l’economia” e che assiste e, a volte, supplisce le carenze dei servizi di welfare. La multiculturalità è comunque un processo complesso e necessita di politiche adeguate perché la convivenza sia in armonia e in sicurezza per tutti. Politiche, queste, che vanno messe in campo fin dalla scuola dell’infanzia perché solo attraverso la convivenza fin da bambini è più facile che si instauri un rapporto di fiducia reciproca.


Questa è solo una piccola parte del lavoro fatto nella nostra zona e che vogliamo proseguire.
 
P.s. per questo contributo e per il lavoro di sintesi svolto ringraziamo Diana Comari, del circolo di Prato.

lunedì 11 ottobre 2010

ASSEMBLEA NAZIONALE A BUSTO: L'ARROSTO!

Nel week end c'è stata l'assemblea nazionale del Pd, a Busto Arsizio.
Come al solito in tv si è parlato molto di fumo e poco di arrosto, che invece c'è stato
Qui trovate le proposte del Pd, approvate dall'assemblea.
Su YouDem trovate i video degli interventi.

STEFANO BOERI IN ZONA 9


Martedì non ci sarà l'incontro al circolo dato Stefano Boeri verrà a trovarci...
Ecco la locandina dell'incontro!
E' una buona occasione per chiarirsi le idee, per ascoltare un po' le sue idee per milano, e per fargli qualche domanda.

mercoledì 29 settembre 2010

BERSANI IN PARLAMENTO NEL B. DAY

L'intervento del segretario in Parlamento, nel giorno in cui si comincia a chiudere questa pagina vecchia della politica!